Storia della Parrocchia di Borgaretto

Borgaretto

I due abitati di Beinasco e Borgaretto, pur posti a breve distanza fra loro, hanno avuto per molti secoli vicende storiche indipendenti. Vi sono diverse ipotesi sull’origine di Borgaretto. Una prima ipotesi collega il nome “Burgaretum” con quello delle milizie bulgare dei Sarmati, vinti dall’imperatore Costanzo nel 358 d.C. e accolti entro i confini dell’Impero. Le milizie Sarmate si insediarono anche nella regione di Augusta Taurinorum nei pressi del Sangone. Secondo un’altra ipotesi Borgaretto potrebbe essere stata fondata da monaci benedettini fuggiti dall’abbazia di Novalesa nel 929, insieme a molta gente della valle di Susa, per ripararsi dalle continue incursioni dei saraceni. Il marchese Adalberto, conte di Torino, donò loro tutte le terre da una parte e dall’altra del Sangone, da Rivalta fino a Moncalieri, col Castello e la villa di Gonzole. Secondo una terza ipotesi le origini di Borgaretto risalgono agli anni intorno al Mille. In questa epoca è attestata infatti una curtis (abitato rurale) di nome Villanova, posta al di là del Sangone di fronte al Drosso, prima soggetta ai signori di Piossasco e Castagnole e poi ai signori di Borgaro e Altessano. Nel 1251 viene in parte acquistata dall’abbazia di Staffarda ed è a questo punto composta di edifici rustici, depositi agrari e di un castello. Il nome Villanova cade in disuso e, a partire dal 1339, viene sostituito nei documenti da quello di Burgaratus, cioè piccola dipendenza della signoria di Borgaro. Dall’abbazia di Staffarda la proprietà di Borgaretto e del Drosso passa ai Vagnoni, signori di Trofarello e verso il 1339 alla città di Torino. Il territorio di Borgaretto passa così ad appartenere amministrativamente e fiscalmente al comune di Torino. Dal punto di vista ecclesiastico gli abitanti di Borgaretto vengono successivamente aggregati alla parrocchia di Beinasco, come risulta dalla relazione del vescovo di Torino mons. Broglia sulla sua visita pastorale del 1595 in questa parrocchia. A quest’epoca non esisteva ancora a Borgaretto una chiesa e gli abitanti, per assistere alle funzioni, dovevano andare alla parrocchia di Stupinigi. Nel 1622 il duca Carlo Emanuele I di Savoia assegna gli insediamenti del Drosso e di Borgaretto, assieme a quelli di Grugliasco e Lucento, al comune di Torino, a cui vende il diritto di macinazione, consistente in “21 grossi per cadun sacco di grano”. La doppia appartenenza, parrocchiale e amministrativa, è documentata per i secoli XVII e XVIII e si protrae fino all’epoca napoleonica, quando il territorio di Borgaretto viene incluso anche amministrativamente nel comune di Beinasco. Il catasto napoleonico del 1808 include infatti nella “section B” del comune di Beinasco i terreni di Borgaretto.

 

Chiesa di Sant’Anna

Nell’ottobre del 1595 il Vescovo di Torino Carlo Broglia, in visita pastorale a Beinasco, visitò l’abitato di Borgaretto e constatò che, non essendovi edifici di culto, gli abitanti dovevano recarsi a Stupinigi o altrove per la Messa. Il Vescovo decise allora di aggregare la comunità di Borgaretto alla parrocchia di Beinasco, lasciando al parroco di Beinasco la responsabilità delle anime di Borgaretto. Dal punto di vista amministrativo a quell’epoca Borgaretto era sotto il controllo diretto del Comune di Torino Le prime notizie scritte dell’esistenza di una cappella a Borgaretto risalgono al 1728. Il 15 aprile di quell’anno, infatti, Francesco Arboreo Gattinara in visita pastorale descrive la cappella di Borgaretto, dedicata a Sant’Anna. Una descrizione più dettagliata è contenuta nella relazione stesa dal prevosto di Vinovo, incaricato dal Cardinale Battista Roero, che visita la cappella il 20 ottobre 1751. La cappella viene descritta così: “ha forma quadrata-oblunga (rettangolare), sotto il titolo delle Sante Anna e Brigitta, come appaiono le immagini del dipinto. L’altare è in mattoni pieni con tabernacolo e baldacchino per la festa di Sant’Anna. Con volta rotonda, imbiancata e con due finestre, una ad oriente, l’altra ad occidente. L’altra parte della cappella ha una finestra rotonda sopra la porta senza cancello. Le finestre hanno le inferiate. Si vedono due armadi…E’ custodita dal reverendo Giuseppe Ferrario come cappellano che celebra, per la gente del paese, ogni festa di precetto…C’è una campana del peso di circa 50 libbre. Ogni cosa è in uno stato abbastanza decoroso.” Il 21 maggio 1771 il Conte di Bagnolo con il suo testamento istituì a Sant’Anna la cappellania: il cappellano “è tenuto ivi a risiedere, celebrare la Messa nei giorni di festa, impartire i primi rudimenti della fede e assistere spiritualmente gli abitanti…” Una nuova descrizione di S. Anna è contenuta nella relazione della visita pastorale a Stupinigi del 1776. In tale occasione l’Arcivescovo prospettò di aggregare la giurisdizione della cappellania di Borgaretto alla parrocchia di Stupinigi, ma la decisione non venne poi adottata. Nel 1873 S. Anna fu elevata a rettoria da monsignor Gastaldi. Nel 1891 la chiesa di Sant’Anna fu ricostruita completamente nella sua forma attuale e ribenedetta; la popolazione di Borgaretto era all’epoca di circa seicento abitanti. Nel 1940, infine, la rettoria di S. Anna fu elevata a parrocchia indipendente. Tra il 1997 e il 1999 la chiesa di Sant’Anna fu sottoposta a lavori di ristrutturazione e, il 7 marzo 1999 il Cardinale Giovanni Saldarini, Arcivescovo di Torino, consacrò il nuovo altare.